3 domande a…DNV GL

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Bartlomiej Kolosowski

Per la rubrica “3 domande a…” abbiamo intervistato Bartlomiej Kolosowski, Noble Denton marine services manager DNV GL, primaria società di consulenza che si occupa di classificare le tecnologie, condurre assessment tecnici e fornire consulenze sull’integrità operativa. DNV GL opera in più di 100 Paesi con clienti nel maritime, nell’oil & gas, nell’energia e in altri settori.

D: Nel vostro più recente studio per la Commissione Europea sul GNL marittimo vi siete occupati solo del Mare del Nord. La vostra partecipazione a Napoli prelude un analogo impegno per il Mediterraneo?

 R: La Commissione Europea ha già dimostrato un chiaro scopo e interesse implementativo nell’area Mediterranea attraverso la direttiva di limitare lo zolfo allo 0,5% a partire dal 2020, decisione presa addirittura in anticipo rispetto a quella dell’IMO dell’anno scorso. DNV GL è impegnata a promuovere una vasta serie di azioni atte a supportare questo passaggio, e il GNL è sicuramente tra i capitoli fondamentali in via di sviluppo; su questo tema abbiamo ormai una presenza collaudata nell’area Mediterranea, come dimostra il nostro impegno in progetti come Archipelago LNG o CORE LNGas HIVE.


D: Vedete difficoltà di standardizzazione e regolazione tra queste due aree? Vi potranno operare le stesse imbarcazioni? Il diverso clima quanto incide?

R: La standardizzazione è un processo ben noto nelle varie industrie, e non vediamo in generale alcuna difficoltà nello sviluppo di standard o regolamenti comuni o comunque compatibili tra le aree. Unico problema potrebbe semmai derivare dalle tempistiche, per cui è pensabile che non tutti gli standard necessari siano presenti dal primo momento; In ogni caso, dal lato navale la standardizzazione è presente ormai dal 2010, anno in cui è entrata in vigore l’IMO IGF Interim Guideline, seguita poi da gennaio di quest’anno dall’IMO IGF Code.


D: Lo small scale GNL si sta sempre più configurando come un mercato a sé, una piattaforma che assimila attività marittime e terrestri, sempre più lontana dal Big GNL, condividete? Pensate anche voi di occuparvene in maniera globale?

R: Lo small scale GNL rappresenta sicuramente una parte importante della filiera del GNL, che richiede un approccio globale proprio per riuscire ad essere competitiva su vasta scala. Come ogni parte della filiera, risulta fondamentale che domanda, offerta, e le tecnologie interagenti siano trattate nel loro giusto contesto globale per poter dare soluzioni efficaci, che rispondano alle esigenze del territorio, permettano un ritorno economico sugli investimenti, e supportino lo sviluppo globale della filiera del GNL. Questo è l’approccio che DNV GL oggi propone, e anzi riteniamo che nella fase di sviluppo in cui si trova oggi il Mediterraneo sia critica proprio la gestione tra le varie interfacce degli agenti (territorio, impianto, nave) e dei diversi progetti tra loro, in modo da permettere eventualmente l’effettivo sviluppo del mercato del GNL su vasta scala di utilizzo. È proprio su questa linea che lavoriamo sui progetti da centri di competenza specifici, legati da un network internazionale interno consolidato che guarda alle criticità considerando la filiera nella sua completezza