CMA CGM sceglie il GNL per le nuove grandi  portacontainer

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In occasione dell’apertura a Bonn della 23ma Conferenza delle Parti (COP23) della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici dell’ONU, il gruppo CMA CGM con base a Marsiglia – uno tra i leader mondiali nel trasporto commerciale marittimo presente in circa 160 paesi e 420 porti –  ha annunciato la decisione di equipaggiare le sue prossime grandi navi con motori che utilizzano il gas naturale liquefatto.

Si tratta di 9 moderne gigantesche portacontainer – di capacità equivalente a 22.000 TEU (acronimo di twenty-foot equivalent unit, misura standard di volume nel trasporto dei container, pari a circa 40 metri cubi totali) che  saranno consegnate al Gruppo entro il 2020. La dimensione di queste nuove navi supererà di circa 2000 TEU la più grande portacontainer oggi in navigazione.

In occasione di questo importante annuncio, Rodolphe Saadé, CEO di CMA CGM Group, ha dichiarato: “Abbiamo deciso di dotare le nostre future navi da 22.000 TEU con una tecnologia fortemente focalizzata sulla protezione dell’ambiente. Scegliendo il GNL, CMA CGM conferma la sua ambizione di figurare come operatore marittimo leader nella protezione dell’ambiente e pioniere nelle tecnologie innovative ed ecocompatibili “.

Il Gruppo, che si dichiara pienamente in linea con l’adozione dell’Accordo sul clima di Parigi del 2015 durante la COP21 e con gli impegni in corso a livello internazionale, scegliendo il GNL ritiene di poter superare le normative internazionali attuali e future, che limiteranno l’impiego dei carburanti marini a un contenuto di zolfo non superiore allo 0,5% nel 2020 oltre che nelle Aree SECA attuali e future, dove il limite di zolfo è dello 0,1%.

Mentre la COP23 mira a unire gli operatori dell’industria commerciale marittima per creare un piano d’azione per la decarbonizzazione del settore, il gruppo CMA CGM dichiara di aver ridotto tra il 2005 e il 2015 le emissioni di CO2 per container trasportato per chilometro del 50% e ha programmato un piano ambizioso per ridurre ulteriormente le sue emissioni complessive di CO2 del 30% tra il 2015 e il 2025.

Fonte: CMA CGM

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